I tortellini in brodo sono il piatto sacro della tradizione emiliana, il rito collettivo che riunisce le famiglie bolognesi e modenesi attorno alla tavola nelle feste piu importanti dell'anno — Natale, Capodanno, Pasqua. La loro origine si perde tra storia e leggenda: si narra che un oste di Castelfranco Emilia, spiando dal buco della serratura l'ombelico di Venere (o di Lucrezia Borgia, secondo altre versioni), ne rimase cosi affascinato da volerlo riprodurre nella pasta. Al di la del mito, i tortellini sono un capolavoro di pazienza artigianale. La sfoglia deve essere tirata a mano col mattarello fino a raggiungere una trasparenza quasi eterea, poi tagliata in quadratini di tre centimetri. Il ripieno tradizionale bolognese prevede un impasto di lombo di maiale, prosciutto crudo, mortadella, parmigiano reggiano stagionato e noce moscata — ogni famiglia custodisce la propria ricetta segreta, tramandata di generazione in generazione. Dal punto di vista nutrizionale, i tortellini in brodo offrono 187 kcal per 100 g, con un eccellente apporto proteico di 12,3 g, 7,4 g di grassi e 16,9 g di carboidrati. Lo zinco (1,8 mg) presente nel ripieno di carne sostiene il sistema immunitario, il ferro (1,5 mg) contribuisce alla formazione dell'emoglobina, e il fosforo (140 mg) supporta il metabolismo energetico. Il brodo — rigorosamente di cappone o gallina, con sedano, carota e cipolla, cotto a fuoco bassissimo per almeno tre ore — e parte integrante del piatto e aggiunge liquidi e minerali. Una porzione da 350 g fornisce circa 655 kcal ed e un primo piatto completo e nutriente. Per chi controlla l'apporto calorico, una porzione piu contenuta da 250 g si attesta intorno alle 468 kcal. Il segreto e nella chiusura: ogni tortellino deve essere sigillato perfettamente attorno alla punta del mignolo, cosi che il brodo non penetri all'interno durante la cottura.